﻿{"id":2637,"date":"2014-02-18T12:29:32","date_gmt":"2014-02-18T11:29:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ematologialasapienza.it\/?p=2637"},"modified":"2016-12-01T12:31:16","modified_gmt":"2016-12-01T11:31:16","slug":"sottocloni-con-tp53-mutato-e-prognosi-della-llc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ematologialasapienza.it\/?p=2637","title":{"rendered":"Sottocloni con TP53 mutato e prognosi della LLC"},"content":{"rendered":"<p>Nei pazienti con leucemia linfatica cronica (LLC) alla diagnosi, la presenza di sottocloni con mutazioni di TP53 di dimensioni ridotte, sotto la soglia del 20% delle cellule leucemiche, influenza significativamente il successivo decorso clinico della malattia. Questa dimostrazione dell\u2019importanza prognostica di piccoli sottocloni leucemici identificati alla diagnosi viene da uno studio (<a href=\"http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/24501221\" target=\"_blank\">Rossi D et al. Blood. 2014 Feb 5 [Epub ahead of print]<\/a>) condotto in 309 pazienti con LLC di nuova diagnosi, nei quali metodiche di <em>ultra-deep-next generation sequencing<\/em> (NGS) sono state utilizzate per l\u2019identificazione di cellule con TP53 mutato (fino 3 cellule mutate su ca. 1000 cellule <em>wild type<\/em>).<\/p>\n<p>Complessivamente, tramite sequenziamento standard sono state identificate mutazioni di TP53 nel 9,0% dei pazienti (28\/309). Sottocloni con mutazioni di TP53 (frequenza mediana dell\u2019allele: 2,1%) non evidenziati dal sequenziamento standard sono stati identificati nel 5,8% (18\/309) dei casi analizzati. I pazienti con sottocloni TP53-mutato presentavano lo stesso fenotipo clinico e la ridotta sopravvivenza dei pazienti con mutazioni clonali di TP53 (sopravvivenza globale a 5 anni, 46,3% e 34,6%, rispettivamente, verso 75,1% dei casi con TP53 non mutato). Inoltre, i sottocloni mutati identificati alla diagnosi, seguiti longitudinalmente, sono divenuti la popolazione leucemica predominante al momento della recidiva di malattia e hanno anticipato lo sviluppo di resistenza al trattamento chemioterapico.<\/p>\n<p>\u00abLe mutazioni di TP53 rappresentano un importante fattore prognostico di ridotta sopravvivenza e refrattariet\u00e0 al trattamento nei pazienti con LLC\u00bb, scrivono gli autori dello studio. \u00abTuttavia, ad oggi le informazioni sulla rilevanza clinica di queste alterazioni genetiche sono limitate alle lesioni evidenziabili con i metodi di sequenziamento classico (<em>Sanger sequencing<\/em>). I nostri dati dimostrano che tali metodiche classificano erroneamente come <em>wild type<\/em> circa il 5% dei pazienti con LLC di nuova diagnosi, sottostimando lo stato mutazionale di TP53 in circa il 30% dei casi con mutazioni del gene. Data la rilevanza clinica dei sottocloni mutati che possono essere identificati tramite <em>ultra-deep<\/em>-NGS, tale metodica dovrebbe essere considerata nella valutazione complessiva delle alterazioni di TP53 nei pazienti con LLC\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/bloodjournal.hematologylibrary.org\/\" target=\"_blank\">Blood<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei pazienti con leucemia linfatica cronica (LLC) alla diagnosi, la presenza di sottocloni con mutazioni di TP53 di dimensioni ridotte, sotto la soglia del 20% delle cellule leucemiche, influenza significativamente [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[65],"tags":[76],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ematologialasapienza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2637"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ematologialasapienza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ematologialasapienza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ematologialasapienza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ematologialasapienza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2637"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ematologialasapienza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2637\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2638,"href":"https:\/\/www.ematologialasapienza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2637\/revisions\/2638"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ematologialasapienza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2637"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ematologialasapienza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2637"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ematologialasapienza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2637"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}