﻿{"id":2600,"date":"2015-04-27T14:14:32","date_gmt":"2015-04-27T12:14:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ematologialasapienza.it\/?p=2600"},"modified":"2023-11-14T15:27:02","modified_gmt":"2023-11-14T14:27:02","slug":"immunoterapia-anti-pd-1-nel-linfoma-di-hodgkin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ematologialasapienza.it\/?p=2600","title":{"rendered":"Immunoterapia anti-PD-1 nel linfoma di Hodgkin"},"content":{"rendered":"<p>Risultati interessanti sono stati ottenuti nei pazienti con linfoma di Hodgkin (HD) resistente o recidivato utilizzando inibitori di PD-1 (<em>programmed death-1<\/em>). Il pathway di PD-1 agisce come controllo immunitario in grado di interrompere temporaneamente le risposte immuni a seguito di una stimolazione antigenica cronica. Cellule normali e tumorali possono esprimere i ligandi di PD-1, PD-L1 e PD-L2, che legandosi di recettori PD-1 sulle cellule T attivate ne provocano l\u2019esaurimento. Il signaling di PD-1 rappresenta quindi un potente meccanismo di immuno-evasione tumorale e un potenziale target terapeutico.<\/p>\n<p>Nella forma classica di HD, alterazioni genetiche a livello del cromosoma 9p24.1 provocano un aumento dell\u2019espressione di PD-L1 e PD-L2 e studi preclinici indicano che le cellule di Reed-Stenberg sono in grado di utilizzare il pathway di PD-1 per evadere l\u2019attacco degli effettori immunitari. Su questa base, due anticorpi monoclonali anti-PD-1, nivolumab e pembrolizumab, sono stati sperimentati nei pazienti con HD classico.<\/p>\n<p>In uno studio attualmente in corso e pubblicato recentemente sul <em>New England Journal of Medicine<\/em> (<a href=\"http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/25482239\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ansell SM et al. NEJM, 2015; 372: 311-9<\/a>) condotto su 23 pazienti con HD recidivato\/refrattario pesantemente pretrattato, la somministrazione di nivolumab (3 mg\/kg ogni 2 settimane) ha indotto una risposta obiettiva nel 87% dei casi, incluso un 17% di risposte complete (CR) e un 70% di risposte parziali (PR). La sopravvivenza libera da progressione (PFS) a 24 settimane \u00e8 stata pari all\u201986%. Il profilo di sicurezza di nivolumab \u00e8 apparso accettabile, con eventi avversi di grado 3 osservati nel 22% dei pazienti trattati.<\/p>\n<p>I risultati preliminari di uno studio (<a href=\"https:\/\/ash.confex.com\/ash\/2014\/webprogram\/Paper75615.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Moskowitz CH et al. 56\u00b0 ASH meeting-San Francisco, dicembre 2014; Abs. 290<\/a>) condotto su pazienti con HD classico recidivato o refrattario e non rispondenti al brentuximab vedotin, trattati con l\u2019anticorpo anti-PD-1 pembrolizumab (10 mg\/kg ogni 2 settimane) sono stati presentati al meeting ASH 2014 di San Francisco. \u00a0Su 15 pazienti valutabili, il tasso complessivo di risposta \u00e8 stato pari al 53%, con un 20% di CR e un 33% di PR dopo 12 settimane. Il trattamento con pembrolizumab \u00e8 stato ben tollerato: non sono stati osservati eventi avversi gravi e 1 solo paziente ha mostrato eventi avversi di grado 3.<\/p>\n<p>Il blocco di PD-1 sembra essere associato ad una significativa efficacia terapeutica nei pazienti con HD pesantemente pretrattato, potenzialmente estendibile ad altre forme di linfoma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonti:<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><a href=\"http:\/\/www.nejm.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">New England Journal of Medicine<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/ash.confex.com\/ash\/2014\/webprogram\/start.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">56\u00b0 ASH meeting; San Francisco, dicembre 2014<\/a><\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Risultati interessanti sono stati ottenuti nei pazienti con linfoma di Hodgkin (HD) resistente o recidivato utilizzando inibitori di PD-1 (programmed death-1). 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