﻿{"id":2560,"date":"2016-10-21T18:53:40","date_gmt":"2016-10-21T16:53:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ematologialasapienza.it\/?p=2560"},"modified":"2016-11-30T09:00:25","modified_gmt":"2016-11-30T08:00:25","slug":"lal-miglior-outcome-con-laggiunta-di-rituximab","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ematologialasapienza.it\/?p=2560","title":{"rendered":"LAL: miglior outcome con l\u2019aggiunta di rituximab"},"content":{"rendered":"<p>Il trattamento con l\u2019anticorpo monoclonale anti-CD20 rituximab ha migliorato significativamente la prognosi dei pazienti con linfoma non-Hodgkin. Lo studio randomizzato <strong>GRAALL-2005<\/strong> (<a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/27626518\" target=\"_blank\">Maury S et al. NEJM, 2016;375:1044-53<\/a>) dimostra ora che nei pazienti con leucemia acuta linfoblastica (LAL) B-cellulare CD20-positiva, l\u2019aggiunta di rituximab al protocollo chemioterapico \u00e8 in grado di migliorare il controllo della malattia, allungando la sopravvivenza libera da eventi (EFS).<\/p>\n<p>Lo studio ha arruolato un totale di 209 pazienti adulti (et\u00e0 compresa fra 18 e 59 anni) con LAL CD20-positiva e Ph-negativa, randomizzati a ricevere un protocollo chemioterapico con o senza l\u2019aggiunta di rituximab. Rituximab \u00e8 stato somministrato durante tutte le fasi di trattamento (induzione, reinduzione di salvataggio, consolidamento, intensificazione e mantenimento), per un totale di 16-18 infusioni. Dopo un follow-up mediano di 30 mesi, l\u2019EFS, endpoint primario, \u00e8 risultata significativamente migliore nel gruppo rituximab (n = 105) rispetto al gruppo di controllo (n = 104) (<em>hazard ratio<\/em>, HR: 0,66; 95%CI: 0,45 \u2013 0,98; p = 0,04), principalmente a causa di una minore incidenza di recidive nei pazienti trattati con rituximab (HR: 0,52; 95%CI: 0,31 \u2013 0,89; p = 0,02). I tassi di EFS a 2 anni sono stati pari a 65% e 52%, rispettivamente. L\u2019incidenza complessiva di eventi avversi gravi non \u00e8 stata significativamente diversa nei due gruppi, ma un minor numero di reazioni allergiche all\u2019asparaginasi \u00e8 stato osservato nei pazienti riceventi rituximab.<\/p>\n<p>Sebbene la maggioranza delle cellule B esprimano l\u2019antigene CD20, questo \u00e8 presente solo sul 30-50% dei blasti precursori B cellulari di LAL, e la sua espressione \u00e8 stata associata con una prognosi peggiore nei pazienti adulti con LAL a cellule B. Su queste premesse \u00e8 stata basata l\u2019incorporazione del rituximab nei regimi chemioterapici sperimentata in questo studio. Sebbene l\u2019aggiunta di rituximab non abbia indotto una sopravvivenza complessiva significativamente maggiore in questi pazienti (HR: 0,70; 95%CI: 0,46 \u2013 1.07; p = 0,10), \u00e8 stata osservata una riduzione nell\u2019incidenza di recidive, senza aumento significativo degli eventi avversi. Il maggiore beneficio si \u00e8 osservato nei pazienti con pi\u00f9 alti livelli di espressione del CD20 sui blasti leucemici, a suggerire un effetto diretto del farmaco, a seguito del suo legame alle cellule leucemiche. Tuttavia, la ridotta incidenza di reazioni allergiche all\u2019asparaginasi nel gruppo rituximab pu\u00f2 anche suggerire un effetto indiretto, mediato dalla possibilit\u00e0 di ricevere un dosaggio cumulativo maggiore di asparaginasi nel corso del trattamento in questi pazienti.<\/p>\n<p>Questi risultati dimostrano un effetto benefico dell\u2019aggiunta di rituximab alla chemioterapia nei pazienti adulti con LAL a precursori B-cellulari CD20-positiva.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.nejm.org\/\" target=\"_blank\">New England Journal of Medicine<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il trattamento con l\u2019anticorpo monoclonale anti-CD20 rituximab ha migliorato significativamente la prognosi dei pazienti con linfoma non-Hodgkin. Lo studio randomizzato GRAALL-2005 (Maury S et al. 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