﻿{"id":11812,"date":"2022-07-15T07:19:30","date_gmt":"2022-07-15T05:19:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ematologialasapienza.it\/?p=11812"},"modified":"2023-11-14T15:27:01","modified_gmt":"2023-11-14T14:27:01","slug":"philadelphia-chromosome-positive-acute-lymphoblastic-leukemia-la-review-pubblicata-sul-new-england-journal-of-medicine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ematologialasapienza.it\/?p=11812","title":{"rendered":"\u201cPhiladelphia Chromosome\u2013Positive Acute Lymphoblastic Leukemia\u201d. La review pubblicata sul New England Journal of Medicine"},"content":{"rendered":"<p>E\u2019 stata pubblicata il 23 giugno sul <strong>New England Journal of Medicine<\/strong> la review \u201c<a href=\"https:\/\/www.ematologialasapienza.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/NEJM-PUBLICATION-23-06-22-R_Foa-S_Chiaretti.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Philadelphia Chromosome\u2013Positive Acute Lymphoblastic Leukemia<\/em><\/a>\u201d a firma di Robin Fo\u00e0 e Sabina Chiaretti.<\/p>\n<p>E\u2019 il coronamento di una storia iniziata quasi 20 anni orsono, quando fu condotto il primo studio GIMEMA per il trattamento di quella che allora era la peggior neoplasia ematologica, utilizzando in induzione solo l\u2019inibitore delle tirosin-chinasi (TKI) imatinib in pazienti con leucemia acuta linfoblastica (LAL) Ph+ di et\u00e0 superiore a 60 anni. Lo studio, pubblicato su <strong>Blood <\/strong>(Vignetti M et al, 2007;109:3676-8), dimostr\u00f2 per la prima volta che con la combinazione di imatinib e steroide praticamente tutti i pazienti ottenevano una remissione di malattia (RC). Da allora sono stati condotti dal nostro gruppo molti altri studi usando TKI di 2da e 3za generazione. Si \u00e8 potuto cos\u00ec dimostrare che il 94-100% dei pazienti adulti con LAL Ph+ di tutte le et\u00e0 poteva ottenere una RC con una terapia di prima linea con un TKI (pi\u00f9 lo steroide) e senza chemioterapia sistemica. Questa strategia terapeutica si associava a bassissima tossicit\u00e0 per i pazienti.<\/p>\n<p>Negli anni si \u00e8 progressivamente compreso come per sperare di evitare una recidiva di malattia e migliorare le possibilit\u00e0 di guarigione non bastasse una remissione ematologica, ma fosse essenziale ottenere uno stato di negativit\u00e0 della malattia residua minima (MRD).<\/p>\n<p>Nel 2016 inizi\u00f2 il primo studio per pazienti adulti con LAL Ph+ in cui l\u2019induzione con il TKI dasatinib \u00e8 stata seguita da un consolidamento con l\u2019anticorpo monoclonale bispecifico blinatumomab. Questo approccio <em>chemo-free<\/em> basato su una terapia targeted (TKI) seguita da una strategia immunoterapica (blinatumomab, che attiva i linfociti T del paziente) \u00e8 stato associato a remissioni nel 98% dei pazienti e soprattutto a remissioni molecolari fino all\u201980% dei casi. I risultati di questo importante studio GIMEMA sono stati pubblicati sul <strong>New England Journal of Medicine<\/strong> (Fo\u00e1 R et al, 2020;383:1613-23)<em>.<\/em> In un lavoro su <strong>Blood <\/strong>(Puzzolo MC et al, 2021;138:2290-3) il abbiamo per la prima volta dimostrato che questo trattamento era in grado di indurre una importante risposta immune nei pazienti trattati.<\/p>\n<p>Questi risultati hanno indotto il <strong>New England Journal of Hematology<\/strong> a chiedermi di scrivere una review sul trattamento delle LAL Ph+ dell\u2019adulto. Nell\u2019articolo (Fo\u00e1 R and Chiaretti S, 2022;386:2399-2411) abbiamo descritto la storia del cromosoma Philadelphia descritto nel 1960 come prima alterazione citogenetica associata ad un tumore umano (la leucemia mieloide cronica (LMC)), fino allo sviluppo dei TKI e al cambiamento radicale nel trattamento e nella prognosi dei pazienti con LMC e successivamente con LAL Ph+. Discutiamo l\u2019uso negli anni dei TKI, da soli o in combinazioni con dosi ridotte di chemioterapia, nel trattamento di prima linea di pazienti con LAL Ph+, di come consolidare le risposte ottenute con i TKI, di come l\u2019immunoterapia con blinatumomab abbia significativamente potenziato le risposte ottenuto con i TKI. Viene discussa la gestione delle recidive sulla base delle nuove prospettive terapeutiche e valutato il ruolo oggi del trapianto allogenico di cellule staminali. Un sottocapitolo \u00e8 dediucato a \u201c<em>Role of Laboratory Testing in Management<\/em>\u201d in quanto i risultati ottenuti nelle LAL Ph+ sono stati possibili solo attraverso la disponibilit\u00e0 di laboratori certificati che utilizzano metodiche standardizzate per un corretto inquadramento alla diagnosi e un preciso monitoraggio durante la terapia. Uno sforzo organizzativo assai impegnativo, ma essenziale per l\u2019ottenimento dei risultati discussi sopra.<\/p>\n<p>Nella review tocchiamo anche il tasto della \u201c<em>Accessibility and Sustainabilit<\/em>y\u201d. Quanti pazienti hanno accesso a tutto questo? In termini di test di laboratorio e di accesso ai farmaci? Ancor oggi in molte parti del mondo la disponibilit\u00e0 di TKI \u00e8 limitata. Di fatto, troppo spesso l\u2019accesso ai laboratori per i test necessari e alle terapie \u00e8 possibile solo per chi pu\u00f2 permetterselo.<\/p>\n<p>Ricordiamo anche come questo approccio di induzione e consolidamento senza chemioterapia sistemica sia stato particolarmente importante durante il primo picco della pandemia da Covid-19, permettendo ai pazienti di ridurre i tempi di ospedalizzazione e soprattutto di non interrompere il trattamento.<\/p>\n<p>Nei \u201c<em>Concluding Remarks and Future Prospects<\/em>\u201d diciamo che gli studi attualmente in corso \u2013 in primis il nuovo protocollo GIMEMA aperto all\u2019arruolamento \u2013 chiariranno definitivamente se una quota di pazienti con LAL Ph+ potr\u00e0 essere trattata senza chemioterapia sistemica e trapianto. Un risultato impensabile anche solo pochi anni orsono.<\/p>\n<p><em>Robin Fo\u00e0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 stata pubblicata il 23 giugno sul New England Journal of Medicine la review \u201cPhiladelphia Chromosome\u2013Positive Acute Lymphoblastic Leukemia\u201d a firma di Robin Fo\u00e0 e Sabina Chiaretti. E\u2019 il coronamento [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ematologialasapienza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11812"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ematologialasapienza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ematologialasapienza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ematologialasapienza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ematologialasapienza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11812"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.ematologialasapienza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11812\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11815,"href":"https:\/\/www.ematologialasapienza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11812\/revisions\/11815"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ematologialasapienza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11812"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ematologialasapienza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11812"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ematologialasapienza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11812"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}